Denti e bocca del gatto persiano

Denti e bocca del gatto persiano.

Per quanto alla nascita i gatti siano privi di denti, la dentatura si sviluppa successivamente, a iniziare dal 1° mese di vita, con denti da latte. Dai 4 ai 6 mesi questi saranno sostituiti dai denti definitivi ( in questo periodo i primi denti cadono). L’alimentazione è molto importante ai fini di una corretta igiene orale per evitare formazioni di tartaro che possono provocare disturbi alle gengive, quali stomatiti, gengiviti e piorrea, che, se trascurate, possono portare alla caduta dei denti.

Disturbi alla bocca e ai denti.
Questi disturbi possono provocare al gatto seri problemi nell’assunzione del cibo e nella pulizia quotidiana. La sintomatologia è riconoscibile a seconda dei casi, da arrossamento della mucosa e delle gengive, ascessi, perdita di denti e alito maleodorante.

Gengive.
La loro infiammazione è spesso associata alla presenza di tartaro, riconoscibile da una linea rossa scura, estesa lungo il bordo gengivale. Se trascurata crea fastidiose ulcerazioni, alito pesante, perdita di saliva e difficoltà ad assumere il cibo. Si consiglia di consultare il veterinario, che sarà in grado di diagnosticare la causa e di prescrivere la cura adatta.

Infezioni alla bocca.
In medicina è comunemente chiamata stomatite. Questo disturbo si manifesta con un forte arrossamento dell’interno della bocca. Svariate possono essere le cause di questo malessere, da disturbi ai denti a malattie di tipo virale. Anche in questo caso l’aiuto del veterinario sarà determinante.

Ulcera del roditore.
Questo tipo di ulcera, che non ha niente a che fare con i topi, è una piaga che si manifesta sul labbro superiore e che tende ad allargarsi e a gonfiarsi progressivamente. Non si conoscono le cause precise e la teoria più credibile è che essa sia dovuta ai troppi leccamenti sul pelo.

Problemi dentali.
Molto comuni, questi problemi colpiscono in prevalenza gatti anziani, sui cui denti vi è sempre un forte accumulo di tartaro che provoca il ristagno di piccole quantità di cibo. Insorgono facilmente in questi casi infiammazioni che possono estendersi sino alla cavità dentale provocando ascessi e perdita dei denti infettati. Vi sono poi altre conseguenze, come l’alito maleodorante e la difficoltà nella masticazione, sempre legate all’accumulo di tartaro. Il veterinario potrà intervenire per l’ablazione del tartaro, generalmente rimosso dagli ultrasuoni, previa una leggera anestesia.

Ranula.
Questa manifestazione patologica è dovuta al blocco del condotto salivale a sua volta provocato dal rigonfiamento di uno o di entrambi i lati della lingua. L’affezione provoca nel gatto l’impossibilità di alimentarsi. Sarà compito del veterinario drenare la ghiandola e ripristinare in questo modo la funzione alimentare del gatto.

Ulcerazioni alla bocca.
Generalmente questi fastidiosi disturbi colpiscono sia la bocca sia le gengive. La causa può essere costituita da infezioni respiratorie oppure da altri tipi di patologie.