La riproduzione del gatto persiano

Gatti Persiani: La gravidanza.

gatta in gravidanzaDopo l'accoppiamento la gatta può dare segni di calore ancora per qualche giorno e sarà prudente evitare uscite per non rischiare che si accoppi un'altra volta. Se la fecondazione non è avvenuta, nel giro di 20 giorni avrà un nuovo estro.

La durata media della gravidanza è di circa 62 - 65 giorni, ma diversi fattori possono influire abbreviando o allungando di qualche giorno questo periodo. La conferma della gestazione si avrà dopo circa tre settimane con l'arrossamento e l'inturgidimento dei capezzoli, più evidente nelle gatte che hanno già partorito.

Dopo la quarta o quinta settimana i feti sono palpabili (2,5 cm circa di lunghezza) ma sconsiglio vivamente questa pratica, perché una tastazione maldestra può provocare il distacco del feto dalla parete uterina.

Alcune gatte si ingrossano solo alla fine della gestazione; un forte ingrossamento non sempre corrisponde a un elevato numero di feti ma spesso dipende dalla quantità di liquido amniotico. Con il passare dei giorni, aumenta l'appetito e l'alimentazione deve essere ricca di cibi proteici e sostanziosi. Calcio e vitamine sono raccomandabili nel primo mese, ma non bisogna eccedere per evitare che un eccessivo ingrossamento dei cuccioli crei difficoltà durante il parto.

Nelle ultime settimane, la futura mamma comincia a cercare un posto dove partorire : armadi, ripostigli, cassetti.

Cerchiamo di aiutarla a trovare un posto tranquillo al riparo dalla luce e dalle corrente d'aria.

Gatti Persiani: Il parto.

Dopo circa 60 gg. dall'accopiamento il giorno del parto è vicino, ma non è detto che, arrivato il giorno fatidico, la micia vada proprio nel posto preparato, ma vi si adatterà al momento se ve la collocherete con garbo e decisione.

cuccioli di gatto persioanoNella maggioranza dei casi, i parti avvengono senza problemi, ma sarà giusta precauzione contattare preventivamente il veterinario per poterlo reperire senza indugio in caso di necessità. Di norma, 24 ore prima dell'evento la temperatura corporea scende di 1 grado (da 38,5 a 37,5 °C circa), per tornare normale nell'imminenza del parto; non è raro notare qualche contrazione nei giorni precedenti. La prima fase del travaglio, quella dilatatoria, può protrarsi per parecchie ore. Il sistema endocrino regola le vie del parto, che si adeguano per permettere l'espulsione dei piccoli; la cervice si apre e i tessuti diventano più elastici, la gatta ha il respiro un po' affrettato, ma è tranquilla e fa le fusa.

La fase espulsiva inizia con le prime contrazioni uterine a intervalli sempre più ravvicinati; la gatta si lecca insistentemente la vulva rilassando così i muscoli e favorendo la dilatazione.

A seconda del carattere e del rapporto che ha con la persona che si cura di lei, la micia può gradire o addirittura pretendere di essere seguita durante il parto.

Quando le contrazioni si intensificano, si rompono le acque e iniziano le spinte. Prima del cucciolo appare il cosiddetto "palloncino", parte del sacco amniotico che appare e scompare a seconda della forza delle spinte. Alle volte, un colpo di lingua della madre rompe il sacco, privando il gattino del liquido lubrificante; se vi sono difficoltà, un po' d'olio di vaselina o un gel anestetico potranno facilitare l'espulsione del feto.

Se il gattino si presenta di testa, qualche spinta supplementare lo farà uscire regolarmente, ma se spunteranno le zampe posteriori (parto podalico), allora l'espulsione può presentare difficoltà.

Avendo una buona pratica, se il cucciolo è raggiungibile, si può aiutarne l'espulsione trattenendolo delicatamente con un pannolino ruvido e pulito e facendo delle piccole trazioni verso il basso in sincronia con le spinte materne.

Espulso il piccolo, la madre taglia con i denti il cordone ombelicale che lo collega alla placenta; se cio non avviene (madre inesperta o impegnata nell'espulsione del secondo cucciolo) bisogna intervenire recidendolo con forbicine sterilizzate o meglio, con le dita disinfettate.

Dopo il parto, la gatta generalmente mangia la placenta seguendo istinto, se non lo fà è importante assicurarsi che tutte le placente siano state espulse per evitare infezioni uterine.

Dopo la nascita, la madre lecca vigorosamente il piccolo agevolando così la respirazione; non sempre, però, comincia subito a svolgere il suo ruolo materno (può essere distratta da nuove contrazioni e si dovrà allora provvedere al piccolo asciugandolo con un panno ruvido e controllando che le vie respiratorie siano libere.
L'intervallo tra un'espulsione e l'altra varia dai 15 min. a un'ora. Ci sono state casi quando l'ultimo gattino è arrivato dopo 24 ore.

EMERGENZA: primo socorso cuccioli neonati.

Se il cucciolo è atono e non respira, vi sono alcuni metodi per aiutarlo:

      a) tenere il cucciolo delicatamente ma saldamente nella mano e compiere una rotazione con il braccio;
      b) tenere il cucciolo nel pugno chiuso con la testa e le zampine anteriori fuori e in alto; imprimere una spinta decisa dall'alto verso il basso affinché il diaframma spinga a sua volta i polmoni attivandoli;
      c) praticare la respirazione bocca a bocca;

le guide Pet
guida al GATTO PERSIANO
M.Rodriguez
Lo Savio
DVE ITALIA 2002